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Farmacie rurali

  • il farmacista consulente
  • 25 ago 2021
  • Tempo di lettura: 3 min

Farmacie rurali tra declino e ...

La farmacia “disagiata” è definita da sempre “rurale”. Già con questo aggettivo si è voluto esprimere tutta una serie di problematiche e particolarità che la gestione di una “normale” farmacia non ha.

Solo che nel corso degli 20 anni ed in particolare nell’ultimo periodo, esse si sono tragicamente aggravate. Vuoi per scelte politiche errate, vuoi per scelte sindacali non proprio protettive per un servizio che è capillare su tutto il territorio nazionale, vuoi per cecità e incapacità dei titolari. La farmacia rurale è una bella donna che tutti vogliono e nessuno la vuole sposare é un fiore all’occhiello da esibire, ma se sta appassendo nessuno se ne cura.

Le problematiche a cui la farmacia rurale va incontro sono:

la distribuzione diretta (quella così detta“per conto”)

la riduzione del prezzo dei medicinali

i ritardi nei pagamenti,

e in ultimis ma non ultimo l'incapacità menageriale del titolare.

Farmacie rurali, due pesi e due misure

E se in città si taglia sui dipendenti, nei piccoli paesi non si può tagliare nulla, perché le bollette della luce, del gas e ancora l’affitto e i costi della burocrazia sono inevitabili. Di qui alla morte di queste piccole realtà il passo è breve. Penso che la chiusura delle farmacie nei piccoli centri, privi i cittadini di un diritto garantito dalla costituzione.

La distribuzione dei farmaci da parte degli ospedali, deliberata dalle Regioni, graverà sul cittadino costretto a recarsi presso la struttura pubblica determinerà un danno erariale nel distribuire farmaci, ed ancora procurerà un ulteriore danno economico in quanto l’anticipo di farmaci per terapie protratte per più mesi, non tiene in conto che la terapia può modificarsi e che il paziente può non averne più bisogno.

Da non dimenticare che l’anticipo di spesa da parte dell’ente pubblico porterà dal 2013 a sborsare esosi interessi di mora peri ritardi nei pagamenti. In questi paesi “disagiati” la funzione del farmacista rurale” è alquanto poliedrica.

Si va dal servizio (cortesia) lettura della bolletta gas, acqua… all’anziano, al fornire supporto farmacologico, psicologico e umano verso tutti coloro che vedono nel loro farmacista l’unico punto fermo di un sistema sanitario ormai in fase di smantellamento (ma ormai sono in pochi a considerare il farmacista un interlocutore preparato e professionale), in un rapporto molto familiare e di condivisione, al servizio di copisteria (vedi green pass).

Problemi logistici

Per quanto attiene strettamente alla logistica di gestione, si hanno problemi di sostituzione farmaci in quanto si dispone di un solo piccolo magazzino in farmacia. Ci si approvvigiona per i farmaci da 1-2 depositi farmaceutici e si ha difficoltà nel gestire gli ordini. Vale a dire, per i mancanti bisogna fare degli autentici salti mortali in quanto non si hanno alternative di acquisto, dulcis in fundo, non dimenticherei quello che io chiamo isolamento ambientale, anche per mancanza di rapporti con colleghi vicini e lontani. Si, si ha tempo per ammirare panorami e per andare a funghi, per i propri hobbies… ma si ha I’ADSL ballerina e le nuove tecnologie stentano a volte a funzionare.

Per non disquisire ancora sulla viabilità, non sempre ottimale, croce e delizia sia per il farmacista che per il servizio consegna farmaci. E poi, ciliegina sulla torta, c’è la pochissima clientela. Clientela che il farmacista titolare cerca di non perdere erogando qualsiasi cosa pur di accontentarla: ogni giorno sono soddisfatte richieste di psicofarmaci, antibiotici, amtinfiammatori, antidolorifici che richiederebbero ricetta ma vengono elargiti come il caffè al bar alla minaccia del cliente "ma l'altra farmacia me lo ha sempre dato!". Qui il titolare vive di una miopia professionale e imprenditoriale estrema perchè così facendo contribuisce ad un abuso di farmaci e ad un impoverimento del suo cassetto economico: si pensi alla differenza di prezzo e di guadagno fra un Oki bustine, un Oki task e un Arnica comp. Heel compresse....senza parlare dell'aumento dei rischi annessi e connessi.

Non ho proposte risolutive ma solo invito alla categoria di essere più professionali, perchè con più professionalità e applicando qualche legge del marketing in più la redditività salirebbe comunque.

 
 
 

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